
Se mi conoscete di persona probabilmente vi ho già ampiamente stressato con The Good Wife.
Se invece non mi conoscete, oppure stranamente non l’ho fatto, non temete: sto per rimediare.
The Good Wife è una serie tv coi controcazzi. Arrivati a più di metà della seconda stagione non posso dire di aver visto un episodio, dico uno, che non fosse PERFETTO.
Alla Rai quando si sono trovati in mano questo gioiellino, e per di più hanno visto che c’erano attori del calibro di Julianna Margulies e Chris Noth, si sono guardati e hanno detto:
“Perché non lo mettiamo il sabato sera in seconda serata?”
“Grande idea!”
Fu così che qualunque essere umano dotato di un briciolo di vita sociale abbandonò l’idea di seguire questo telefilm.
Tra quei pochi temerari che hanno seguito i primi episodi c’è mia madre (credo di averla più o meno obbligata). Ho deciso quindi di prenderla come esempio per farvi capire la fighitudine di questa serie tv.
Sì, perché mia madre pur di riuscire a seguire The Good Wife è arrivata a guardarlo in streaming, siori e siori. E mi manda e-mail disperate quando non trova l’ultimo episodio trasmesso…
Se l’ha fatto lei potete farlo anche voi. E’ un dovere morale.
