E' arrivato il momento di renderle pubbliche, le meravigliose conversazioni fatte utilizzando solo frasi di canzoni di Carmen Consoli. E ho deciso di partire con un evergreen (ovvero gente che, leggendole, vuole internarci)
Tuppi sembrerà un'emerita idiota, facili entusiasmi, improvvisi avvilimenti.
Fede
eh, infatti...Hai davvero motivo di vergognarti! :D
Tuppi
Guarda che ho pagato fino in fondo...
Fede
sì, vabbè....diciamo piuttosto che la noia devasta la volontà di cambiare...
Tuppi
è vero, infatti sorrido raramente, soprattutto negli ultimi tempi. Mi accorgo guardandomi di non essere più la stessa.
Michele
Pronto Neuro?? si, salve ho due casi per voi. Si SI gravissimi!
Fede
Pronto soccorso? Nessun imbarazzo! Vero Tuppi? :'D
Tuppi
Esatto, tra l'altro io ho simulato un invidiabile benessere...
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giovedì 14 luglio 2011
venerdì 8 luglio 2011
Del mio blog preferito di sempre
Ormai sono sette mesi che il mio lavoro ha a che fare prevalentemente con i blog. Credo di essere approdato su un buon 70% dei blog italiani, e mi sembra giunto il momento di fare un bilancio.
Ce ne sono tanti meravigliosi (Daveblog, il morto del mese, Serialmente) che giustamente sono premiati da Google e indicizzati come si deve. Tuttavia ce n´e´ uno che, inspiegabilmente, continua ad avere Page Rank 0 nonostante il suo indiscutibile valore.
Il blog di Alessandro Iadarola ha completamente rivoluzionato la mia idea dei commercialisti. Sebbene il blog sia per la maggior parte improntato alla trattazione seria di problemi fiscali e finanziari, la scrittura personale ed elegante ed il suo sguardo mai banale sull´universo femminile lo rendono un blog assolutamente imperdibile.
Per questo vorrei lanciare un´iniziativa tra tutti i lettori del nostro blog. Se anche voi pensate che Alessandro Iadarola sia il commercialista che tutti dovremmo avere, regalategli un link sul vostro blog, preferibilmente in home page.
Ce ne sono tanti meravigliosi (Daveblog, il morto del mese, Serialmente) che giustamente sono premiati da Google e indicizzati come si deve. Tuttavia ce n´e´ uno che, inspiegabilmente, continua ad avere Page Rank 0 nonostante il suo indiscutibile valore.
Il blog di Alessandro Iadarola ha completamente rivoluzionato la mia idea dei commercialisti. Sebbene il blog sia per la maggior parte improntato alla trattazione seria di problemi fiscali e finanziari, la scrittura personale ed elegante ed il suo sguardo mai banale sull´universo femminile lo rendono un blog assolutamente imperdibile.
Per questo vorrei lanciare un´iniziativa tra tutti i lettori del nostro blog. Se anche voi pensate che Alessandro Iadarola sia il commercialista che tutti dovremmo avere, regalategli un link sul vostro blog, preferibilmente in home page.
martedì 14 giugno 2011
Dei miei dischi preferiti dell'anno - Terza Parte
04) Anna Calvi - Anna Calvi
Negli ultimi due anni la figura della ragazza con la chitarra elettrica era un po' uscita dai miei radar musicali. Dopo aver fatto indigestione nella mia adolescenza non trovavo nessun nuovo esponente del genere capace di entusiasmarmi come un tempo. Il disco d'esordio di questa londinese cazzuta dall'impostazione vocale lirica rappresenta un'eccezione degna di nota.
Tracce consigliate: Suzanne&I, Morning Light, Love won't be leaving
03) Lost in the trees - Time taunts me
Il misto di folk ed elementi classici di questa band americana mi entusiasma ogni canzone di più.
Tracce consigliate: Lost in the snow, If you're afraid of the dark
02) PJ Harvey - Let England Shake
Ecco, lo ha fatto ancora. Per l'ennesima volta PJ Havey si è reinventata in maniera credibile ed è passata dalle atmosfere eteree di White Chalk (uscito ormai diversi anni fa) a un sound più sporco, ritmato e sensuale, con elementi altamente dissonanti che magicamente sembrano stare bene insieme e danno vita a uno dei suoi lavori più riusciti.
Tracce consigliate: The words that maketh murder, in the dark places, written on the forehead
Negli ultimi due anni la figura della ragazza con la chitarra elettrica era un po' uscita dai miei radar musicali. Dopo aver fatto indigestione nella mia adolescenza non trovavo nessun nuovo esponente del genere capace di entusiasmarmi come un tempo. Il disco d'esordio di questa londinese cazzuta dall'impostazione vocale lirica rappresenta un'eccezione degna di nota.Tracce consigliate: Suzanne&I, Morning Light, Love won't be leaving
03) Lost in the trees - Time taunts me
Il misto di folk ed elementi classici di questa band americana mi entusiasma ogni canzone di più.Tracce consigliate: Lost in the snow, If you're afraid of the dark
02) PJ Harvey - Let England Shake
Ecco, lo ha fatto ancora. Per l'ennesima volta PJ Havey si è reinventata in maniera credibile ed è passata dalle atmosfere eteree di White Chalk (uscito ormai diversi anni fa) a un sound più sporco, ritmato e sensuale, con elementi altamente dissonanti che magicamente sembrano stare bene insieme e danno vita a uno dei suoi lavori più riusciti.Tracce consigliate: The words that maketh murder, in the dark places, written on the forehead
01) Verdena - Wow
Non sono mai stato un simpatizzante dei Verdena: ho sempre avuto l'impressione che ci credessero troppo, e che facessero eccessivamente leva su quella nicchia di gggiovani alternativi in preda alle paranoie esistenziali.
Non sono mai stato un simpatizzante dei Verdena: ho sempre avuto l'impressione che ci credessero troppo, e che facessero eccessivamente leva su quella nicchia di gggiovani alternativi in preda alle paranoie esistenziali.E però questo è un disco perfetto. Originale, complesso, mai fazioso e decisamente autentico. Da ascoltare tutto (sono tipo 28 canzoni), dalla prima all'ultima nota, lasciandosi sorprendere dalla maturità che la band ha raggiunto su tutti i fronti.
Tracce consigliate: Per sbaglio, Loniterp, Nuova Luce
giovedì 5 maggio 2011
Di mia sorella
Dopo aver tentato, nell'ordine, le carriere di Archeologa, commessa del Lidl, salvatrice di animali, fanatica religiosa, commerciante equo-solidale, mia sorella oggi mi ha scritto questo:
"SE TU, PER CASO, ACCIDENTALMENTE, DOVESSI APRIRE UN'AGENZIA DI WEDDING PLANNERS, COME LA CHIAMERESTI?!"
Ho uno strano presentimento...
Risposta: la chiamerei "Una pessima idea".
Troppo scoraggiante?
"SE TU, PER CASO, ACCIDENTALMENTE, DOVESSI APRIRE UN'AGENZIA DI WEDDING PLANNERS, COME LA CHIAMERESTI?!"
Ho uno strano presentimento...
Risposta: la chiamerei "Una pessima idea".
Troppo scoraggiante?
sabato 30 aprile 2011
Dei miei dischi preferiti dell'anno - Seconda Parte
08) Destroyer - Kaputt
Questa band canadese è stata una scoperta recente. Il disco è incantevole, con venature jazz mai eccessive e un'interpretazione vocale sobria ma decisamente efficace.
Tracce consigliate: Suicide demo for Kara Walker, Kaputt, Song for America
07) Joan as Police Woman - The Deep Field
Se col suo secondo disco non aveva osato allontanarsi troppo dal percorso iniziato con Real Life, in quest'ultimo lavoro Joan Wasser è l'artefice di un vero e proprio deragliamento musicale, che si concretizza nel suo disco più maturo. Le influenze R&B che in passato potevamo solo intravedere, qui si fanno sentire prepotentemente sia negli arrangiamenti che nel cantato. La produzione è in generale molto compatta, coraggiosa, forte di elementi apparentemente contrastanti che trovano un senso e un'armonia nella visione globale del progetto. Fighissimo!
Tracce consigliate: The Magic, Chemmie, I was everyone
06) Cristina Donà - Torno a casa a piedi
Nessuno ha capito perché, dopo Manuel Agnelli, Davey Ray Moore e Peter Walsh, Cristina Donà abbia scelto come produttore del disco Saverio Lanza, macchiatosi in passato di collaborazioni imbarazzanti con Piero Pelù o Biagio Antonacci. Nonostante la mano di Lanza si senta e renda alcune cose musicalmente poco riuscite (e pure un po' abusate), Cristina Donà rimane un'interprete di prima categoria, e il suo talento come paroliere le consente di cantare di lavaggio strade, cambio di stagione e sofficini in modo non solo naturale ma decisamente intenso.
Tracce consigliate: In un soffio, Giapponese, Torno a casa a piedi
05) Hey Rosetta! - Seeds
Credo che Tim Baker, il front man di questa band canadese, potrebbe essere il mio interprete maschile preferito degli ultimi dieci anni. Anche in questo terzo disco ogni parola ti si conficca in testa come un chiodo e trova forza negli arrangiamenti mai banali che la band continua a proporci. La produzione è più compatta che in passato, e forse più canonica (staranno forse tentando di sfondare sul mercato internazionale? Se sì, auguri!).
Tracce consigliate: Seeds, Young Glass, Yer Fall
Questa band canadese è stata una scoperta recente. Il disco è incantevole, con venature jazz mai eccessive e un'interpretazione vocale sobria ma decisamente efficace.Tracce consigliate: Suicide demo for Kara Walker, Kaputt, Song for America
07) Joan as Police Woman - The Deep Field
Se col suo secondo disco non aveva osato allontanarsi troppo dal percorso iniziato con Real Life, in quest'ultimo lavoro Joan Wasser è l'artefice di un vero e proprio deragliamento musicale, che si concretizza nel suo disco più maturo. Le influenze R&B che in passato potevamo solo intravedere, qui si fanno sentire prepotentemente sia negli arrangiamenti che nel cantato. La produzione è in generale molto compatta, coraggiosa, forte di elementi apparentemente contrastanti che trovano un senso e un'armonia nella visione globale del progetto. Fighissimo!Tracce consigliate: The Magic, Chemmie, I was everyone
06) Cristina Donà - Torno a casa a piedi
Nessuno ha capito perché, dopo Manuel Agnelli, Davey Ray Moore e Peter Walsh, Cristina Donà abbia scelto come produttore del disco Saverio Lanza, macchiatosi in passato di collaborazioni imbarazzanti con Piero Pelù o Biagio Antonacci. Nonostante la mano di Lanza si senta e renda alcune cose musicalmente poco riuscite (e pure un po' abusate), Cristina Donà rimane un'interprete di prima categoria, e il suo talento come paroliere le consente di cantare di lavaggio strade, cambio di stagione e sofficini in modo non solo naturale ma decisamente intenso.Tracce consigliate: In un soffio, Giapponese, Torno a casa a piedi
05) Hey Rosetta! - Seeds
Credo che Tim Baker, il front man di questa band canadese, potrebbe essere il mio interprete maschile preferito degli ultimi dieci anni. Anche in questo terzo disco ogni parola ti si conficca in testa come un chiodo e trova forza negli arrangiamenti mai banali che la band continua a proporci. La produzione è più compatta che in passato, e forse più canonica (staranno forse tentando di sfondare sul mercato internazionale? Se sì, auguri!).Tracce consigliate: Seeds, Young Glass, Yer Fall
domenica 24 aprile 2011
Dei miei dischi preferiti dell'anno - Prima Parte
Lo so che una classifica del genere andrebbe stilata a fine anno, ma il punto è che difficilmente a fine dicembre sarò annoiato a tal punto da farlo. E soprattutto non mi ricorderò tre quarti dei dischi che ho sentito nel 2011.
Quindi.
Questi sono i miei dischi preferiti usciti tra Gennaio e Marzo.
13) The Pains of Being Pure at Heart - Belong
Il loro primo disco fu come una cotta fulminante con tanto di travolgente notte di passione. Questo secondo lavoro, invece, rappresenta la mattina dopo: il momento in cui mi rendo conto che tra me e i TPOBPAH non può essere vero amore, per quanto si sforzino e forse raggiungano risultati oggettivamente migliori dei precedenti.Tracce consigliate: Heart in your heartbreak
12 - The Strokes - Angles
Bene ma non benissimo. Se da un lato non lo definirei un disco deludente di per sé, mi sembra non aggiunga nulla al lavoro della band. Alcuni episodi, anzi, mi sembrano una versione rimasticata e melodicamente più slavata di quello che era il sound degli Strokes, ora meno irriverente e graffiante che mai.Tracce consigliate: Under cover of darkness
11) The Decemberists - The King is Dead
Mi piace come i Decemberists trovino sempre il modo di reinventarsi e sappiano orientarsi in un'ampia gamma di stili musicali diversi. Il problema, a questo giro, è che hanno scelto di esplorare orizzonti sonori che non incontrano esattamente i miei gusti. Nonostante siano bastati i primi secondi di armonica a bocca per farmi storcere il naso, la scrittura alla base dei pezzi si conferma solida, ispirata, e tremendamente orecchiabile.Tracce consigliate: January Hymn, This is why we fight
10 - Nathalie - Vivo Sospesa
Il disco di Nathalie è esattamente come me l'aspettavo: acerbo per certe cose, molto stimolante per altre. Se da un lato ci sono molte cose da mettere a posto (prima fra tutte la cover: credo usi lo stesso font che c'era sulle bomboniere della mia prima comunione) dall'altro mi sembra uno dei pochi esempi cantautorali post talent show capace di mostrare una personalità artistica forte e a metterne in risalto il talento.Tracce Consigliate: Paura del Buio, Intimate Colours
09) Radiohead - The King of Limbs
Questo è un disco difficile. Da un lato mi fa rimpiangere l'immediatezza (per quanto possano essere immediati i Radiohead) che mi ha fatto innamorare di In Rainbows e dall'altro mi stimola, mi spinge ad esplorare i pattern sonori che costellano il disco e si ripetono incessanti fino a creare limbi musicali (appunto) inaccessibili ma anche stranamente confortevoli. Mi sa che questo disco lo capirò a pieno tra qualche mese. Mi ritiro per deliberare.Tracce Consigliate: Morning Mr Magpie, Separator
mercoledì 1 dicembre 2010
Di quello in cui credo, e quindi di Claudia Pandolfi
Qualche mese fa mi sono imbattuto in una vecchia intervista barbarica a Claudia Pandolfi ed è stata un'esperienza straordinaria. Se prima nella mia vita esistevano solo lo studio, i telefilm e Silvia Toffanin, in quel momento ho sentito che qualcosa dentro di me era cambiato per sempre. Quella voce interiore che non avevo mai ascoltato mi diceva che il verbo di Claudia era giusto, vero, e che andava diffuso tra tutte le persone a cui voglio bene per guidarle verso la verità.
Fu così che nacque il Pandolfismo. Più profondo di una religione e meno strutturato di un partito, il pandolfismo iniziò ben presto a fare proseliti tra tutte le persone capaci di ascoltare. Tutti quelli che erano disposti ad investire ventotto minuti e dieci secondi del loro tempo per guardare un video di YouTube. In altre parole: i fancazzisti.
Al grido di: vabbè, sempre meglio che scaccolarsi e aggiornare compulsivamente la pagina di facebook rotfl, il Pandolfismo ha investito l'Italia come uno tsunami, raggiungendo un'adesione incredibile e inaspettata: quattro persone.
In quanto fondatore del movimento e mente illuminata, ho deciso che era tempo di approdare su internet e scrivere un post per fare nuovi adepti. Di seguito riporto la versione tascabile del nostro manifesto; l'intero testo (157 pagine!) è consultabile nella sede ufficiale del movimento previo appuntamento.
Ah, abbiamo anche un saluto segreto.
In quanto fondatore del movimento e mente illuminata, ho deciso che era tempo di approdare su internet e scrivere un post per fare nuovi adepti. Di seguito riporto la versione tascabile del nostro manifesto; l'intero testo (157 pagine!) è consultabile nella sede ufficiale del movimento previo appuntamento.
Ah, abbiamo anche un saluto segreto.
Manifesto del Pandolfismo
1) È necessario cambiare se se ne ha l'urgenza
2) Gli uomini chiamano la propria imbecillità destino
3) Quando impari a gestire la tua immagine e acquisisci più sicurezza in te diventi più bella
4) Non si può essere furbi nella vita
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